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Clay secondo Alex

Clay Regazzoni fu un grande pilota, uno dei gladiatori più forti di quell’arena chiamata autodromo. Ma prima di questo, Clay fu un uomo di grande valore, di coraggio, con un’innata forza morale e soprattutto
con uno spontaneo senso di altruismo verso il prossimo. Questa descrizione, sul dizionario, si potrebbe trovare alla voce «eroe». Ovviamente verrà ricordato per le sue imprese, i suoi successi e la sua abilità di guida, ma non mi riferisco a questo.

Investendolo del titolo di eroe, io penso al Clay che fu, ma che soprattutto emerse in tutta la sua fierezza dopo quell’ormai lontano Long Beach 1980.
Bloccato sulla sedia a rotelle, trovò la forza di rialzarsi. Non si creò un mondo su misura per lui, bensì s’impose in quello che lui conosceva prima dell’incidente. Accettò, con il tempo, la sua condizione di paraplegico ma non accettò di essere trattato come tale. Il suo messaggio volle essere ben comprensibile a tutti coloro che ebbero e che hanno subìto la sua medesima sorte: siete voi che create il vostro destino e non deve essere un incidente o una malformazione a cambiarvi: siate ciò che volete essere, divenite ciò che desideravate essere, affrontate la vita a testa alta, sempre. È per questo motivo che è nata l’iniziativa no-profit Memorial Room Clay Regazzoni. In qualità di testimonial è con immenso onore che io mi impegno affinché il suo sogno possa vivere ancora a lungo. 

Alex